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Rapporto d’efficacia
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La cooperazione svizzera allo sviluppo in ambito agricolo mostra i suoi effetti 
I circa 1,2 miliardi di franchi svizzeri utilizzati tra il 2003 e il 2008 hanno contribuito ad accrescere la produzione e la produttività delle aziende familiari agricole, a migliorare le condizioni quadro sul piano commerciale e a ottimizzare le catene di valore aggiunto tra i produttori e i consumatori. Queste e altre constatazioni sono contenute nel rapporto d’efficacia dell’aiuto nel settore agricolo della DSC e della SECO.

Comunicato stampa, 07.12.2010 
Rapporto d’efficacia 2010

Aiuto alimentare – riduzione dei rischi e prevenzione delle crisi

nahrungssicherheit_topthema.jpgLa crisi alimentare globale, le catastrofi naturali e i conflitti hanno acuito il problema della sicurezza alimentare. Il mandato umanitario «Salvare le vite e lenire la sofferenza» è attuato praticamente mediante l'aiuto alimentare. Esso è anche un importante passo sulla via della sicurezza alimentare sostenibile.

Lo sapevate che…

La FAO stima in 1,02 miliardi le persone sottoalimentate nel mondo nel 2009.

Nel tentativo di far fronte alle ricorrenti crisi alimentari ed economiche, i poveri riducono la varietà della propria dieta e la spesa in beni essenziali quali educazione e sanità.

In tempi di crisi, un settore agricolo produttivo può diventare trainante sotto il profilo economico e dell’occupazione, soprattutto nei Paesi più poveri.

La crisi alimentare, inasprita da aumenti dei prezzi e perdite dei raccolti, è stata causa di disordini in alcuni Stati africani.

«Manger en Paix» resta la sfida principale per i progetti in Africa. Le catastrofi naturali, ma anche gli scontri armati nelle regioni del Darfur del Sud del Sudan, del Corno d’Africa, in particolare in Etiopia e in Somalia, nonché nel Congo orientale e in Zimbabwe, hanno portato a grosse perdite dei raccolti, hanno inasprito il problema della sicurezza alimentare e hanno spinto le popolazioni ad abbandonare i propri villaggi.

L’aiuto alimentare in situazioni di crisi sia acute che croniche è uno dei compiti principali dell’Aiuto Umanitario. Negli ultimi anni si è però verificato un cambio di prospettiva: mentre in passato la sicurezza alimentare in momenti di crisi veniva messa praticamente sullo stesso piano dell’aiuto alimentare, ora è la prevenzione delle crisi ad essere in primo piano. In questo quadro vengono adottate tutte le misure necessarie a prevenire le crisi alimentari o perlomeno a limitarne la portata così da ridurre al minimo la quantità e la durata dell’aiuto alimentare.

Come parte della risposta globale ai progressivi cambiamenti climatici e ad altri fattori che con grande probabilità porteranno a ulteriori e sempre più gravi crisi alimentari, la DSC ha potenziato il suo impegno nel settore della sicurezza alimentare. Con l’aiuto alimentare, l’Aiuto Umanitario mette in atto misure volte a lenire gli effetti immediati delle crisi alimentari sulle popolazioni più povere. Inoltre sostiene progetti che contribuiscono a prevenire le crisi alimentari o almeno a ridurne la portata. Promuovendo l’agricoltura nei Paesi in via di sviluppo e sostenendo misure politiche volte a migliorare le regole internazionali e le condizioni quadro nei Paesi interessati, la cooperazione allo sviluppo persegue obiettivi a lungo termine.

L’obiettivo della DSC

Dopo crisi acute l’Aiuto Umanitario punta a ristabilire nel più breve tempo possibile le condizioni fondamentali per la ripresa delle attività economiche e di altra natura, tentando di ridurre al minimo la fase dei soli aiuti d’emergenza. Nelle aree rurali l’obiettivo più importante è far ripartire la produzione agricola e del bestiame nonché i mercati locali, rimettendo in funzione anche le infrastrutture necessarie. Allo stesso tempo vengono adottate misure volte a prevenire crisi simili in futuro. I programmi di sviluppo della DSC comportano maggiori investimenti privati e pubblici nell'agricoltura, promuovono lo sviluppo economico in particolare nelle regioni rurali, diffondono l'offerta di derrate alimentari disponibile a livello locale e migliorano il reddito e il potere d'acquisto. Essi contribuiscono in tal modo alla sicurezza alimentare sostenibile.

Concretamente la DSC concentra il proprio intervento su quattro obiettivi:

  1. assicurare l'approvvigionamento alimentare per gruppi di popolazione nel bisogno con: misure operative a termine nell'ambito dell'aiuto umanitario in particolare in collaborazione con il Programma alimentare mondiale PAM dell'ONU;
  2. migliorare la resistenza alle crisi e preparazione in caso di crisi a livello nazionale e locale;
  3. dinamizzare dell'agricoltura locale costituita da piccole aziende con: misure di sviluppo operative a lungo termine nell'ambito della cooperazione bilaterale allo sviluppo nel Sud e della cooperazione con i Paesi dell'Est;
  4. creare condizioni quadro internazionali e nazionali che promuovano la produzione contadina sostenibile, garantiscano l'accesso all'alimentazione e rafforzino i mercati nazionali/regionali con:
    misure a livello politico in Svizzera, nonché in ambito internazionale e multilaterale e misure operative a livello politico nell'ambito dell'aiuto umanitario e della cooperazione allo sviluppo.

Il programma DSC in corso contribuisce notevolmente alla sicurezza alimentare globale. Nel 2009 sono stati concessi in questo settore contributi per circa 221 milioni di franchi: aiuto alimentare (45 mio. di CHF per PAM), ricerca agraria internazionale (13 mio. di CHF), contributi a programmi e progetti nei Paesi partner ed esecuzione diretta di progetti (108 mio. di CHF). Va aggiunta la quota dei contributi per l’alimentazione che la DSC versa alle organizzazioni ONU e alle istituzioni finanziarie internazionali (55 mio. di CHF).

Collaborazione con il Programma alimentare mondiale

Il programma alimentare mondiale PAM è il partner principale dell'aiuto umanitario nell'ambito della cooperazione multilaterale. Oltre all’aiuto alimentare e ai contributi ai programmi d’emergenza, l’Aiuto Umanitario sostiene con conoscenze specifiche e contributi mirati il consolidamento delle risorse locali volte a prevenire le crisi e a migliorare la resistenza ad esse a livello nazionale, locale e di singolo villaggio. Un particolare impulso viene dato all’impiego di nuovi strumenti come l’acquisto e la trasformazione in loco dei prodotti alimentari e agli aiuti sotto forma di contanti e assegni.

Esempio dello Zimbabwe:
5 000 contadini bisognosi nel distretto di Zaka nello Zimbabwe si occupano di nuovo autonomamente dei loro campi e ricevono dall'aiuto umanitario sementi e concime, ma anche lezioni sulle nuove tecniche colturali. L’esecuzione del progetto avviene in collaborazione con i partner locali e con la coordinazione della FAO e del World Food Programme.


Temi legati a questo settore:

I prodotti lattieri svizzeri nell'aiuto alimentare
Con la distribuzione di prodotti lattiero-caseari svizzeri, l’aiuto umanitario della Confederazione contribuisce a prevenire e curare la malnutrizione, la denutrizione e le malattie.

Ulteriori informazioni e documenti

Documenti
  • Aide humanitaire au Zimbabwe
    Factsheet, février 2012
    Prelievo (PDF, 55 KB) [de]   [en]   [fr]  

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