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Radio Okapi, l’unica radio a lavorare su scala nazionale nella Repubblica democratica del Congo, rappresenta un contributo originale e innovatore della Svizzera alla gestione civile di un
conflitto.
La Repubblica democratica del Congo (RDC) è devastata dalla guerra dal 1995. Dopo un primo conflitto risoltosi con il rovesciamento del regime di Mobutu Sese Seko, un secondo conflitto è esploso
nell’agosto del 1998, provocando la divisione del paese in zone collocate de facto sotto l’autorità di poteri politici e militari antagonisti. Queste regioni si trovano nell’impossibilità di
comunicare tra loro. Gli incessanti scontri hanno rovinato ciò che restava dell’economia del paese. Hanno causato la morte di oltre tre milioni di persone in quattro anni; hanno provocato mezzo
milione di rifugiati e oltre due milioni di profughi interni.
Una missione delle Nazioni Unite, la MONUC, viene incaricata nel 1999 di controllare il cessate il fuoco. Parallelamente il processo di Dialogo intercongolese (DIC) porta progressivamente
all’instaurazione politica di una pace durevole. Un accordo globale sulla formazione di un governo transitorio è sottoscritto a Pretoria il 17 dicembre del 2002 e include tutte le parti coinvolte nel
conflitto. Elezioni parlamentari, poi presidenziali, sono organizzate con successo nel 2006, e a inizio 2007 per la prima volta dal 1965 un governo eletto democraticamente entra in carica a
Kinshasa.
Il ruolo chiave dell’informazione
In un contesto simile, l’informazione delle popolazioni congolesi ha giocato un ruolo cruciale. Durante la guerra i congolesi non disponevano più di nessuna informazione nazionale. Peggio ancora:
l’informazione era ovunque strettamente controllata e limitata al minimo indispensabile. I pochi giornalisti che tentavano di parlare di quello che stava effettivamente accadendo si ritrovavano
spesso in prigione. I congolesi non sapevano più cosa succedeva nelle altre regioni del paese e ignoravano spesso anche quello che accadeva nella stessa regione in cui vivevano.
In simili condizioni il processo di dialogo intercongolese rischiava di limitarsi a qualche uomo politico. La scissione del paese si spiegava anche con l’ignoranza in cui erano sprofondati gli
abitanti. Radio Okapi ha rappresentato una vera rivoluzione nel modo in cui i congolesi potevano percepire la loro realtà sia nell’RDC, sia all’estero.
Il progetto è stato concepito sotto forma di partenariato tra le Nazioni Unite e la Fondazione Hirondelle con sede a Losanna. Radio delle Nazioni Unite, è un’emittente nazionale con un’informazione
generale e popolare, rigorosa e indipendente, dal tono piuttosto libero. Seguendo l’esempio delle radio nazionali che coprono immensi territori, più che una radio unica Radio Okapi è una rete di
emittenti. Nove stazioni radio sono sparse attraverso il paese, al di là di ogni divisione politica e militare. Otto di loro veicolano le informazioni ai vertici della rete di Kinshasa, fornendo la
materia prima del programma unico diffuso in modulazione di frequenza in ognuna delle città con degli studi. Inoltre, dal 2005 Radio Okapi ha sviluppato una rete di 25 radio di comunità partner, che
le forniscono informazioni locali e ridiffondono i programmi nazionali.
Dal profilo tecnico si tratta di un progetto complesso: le informazioni, i reportage, le cronache circolano via satellite, come i programmi stessi. Radio Okapi è completamente informatizzata. Le
registrazioni, i montaggi e la diffusione avvengono in formato numerico: probabilmente Radio Okapi dispone del sistema informatico radio più grande e più performante di tutto il Continente Nero, ad
eccezione del Sudafrica.
Programmi in cinque lingue
Radio Okapi richiede altresì un’organizzazione ultraspecializzata della gestione e della circolazione delle informazioni, fornite in ben cinque lingue (quattro nazionali più il francese). Dopo dieci
anni di esistenza Radio Okapi è un vero successo popolare. Gli indici di ascolto misurati ogni anno mostrano che è divenuta l’emittente più seguita nell’RDC e nella maggior parte delle città – non
soltanto perché è l’unica ad informare sulle vicende dell’intera nazione e la sola udibile nella maggior parte del paese, ma anche perché ha già spezzato molti tabù: parla di argomenti in passato
proibiti, come le manifestazioni studentesche, i bambini soldato, l’escissione delle ragazze. Dà la parola alla gente di strada, che esprime – talvolta con termini semplici e toccanti – come ne abbia
piene le tasche della guerra, della cattiva gestione del paese, dei saccheggi. E lancia anche dibattiti politici. Radio Okapi ha sicuramente giocato un ruolo essenziale durante le elezioni: ha dato
la parola a tutte le parti curandosi di diffondere soltanto informazioni verificate, che hanno consentito di calmare gli animi ed evitare un’escalation nei momenti di tensione più acuta. Senza
dubbio, ha contribuito alla riuscita del processo elettorale. La stessa MONUC accetta di essere talvolta messa in causa, segnatamente attraverso le risposte fornite giornalmente dai suoi responsabili
alle domande dei radioascoltatori.
Radio Okapi ha molto successo fra la popolazione congolese. Il «parlare onestamente» che la caratterizza non è però ancora completamente privo di rischi per i suoi giornalisti, che possono ancora
pagare con la vita questa libertà di parola, come testimonia l’assassinio nel giugno del 2007 del corrispondente di Radio Okapi a Bukavu Serve Maheshe.
Dal 2006 l’Aiuto umanitario della DSC, la Direzione politica IV del DFAE e la divisione Cooperazione allo sviluppo della DSC hanno sostenuto Radio Okapi con 1 milione di franchi circa l’anno. Questi
contributi rappresentano una modalità innovatrice di collaborazione tra l’umanitario e la politica di pace, tra la cooperazione bilaterale e multilaterale, tra le Nazioni Unite e le ONG.
Dal 2006 a DSC sostiene in modo più specifico la progettazione e l’attuazione di un piano di insediamento stabile di Radio Okapi dopo che la MONUC avrà lasciato il paese, una tematica divenuta
prioritaria nel 2007 con la prospettiva sempre più concreta di un ritiro progressivo della MONUC dopo le elezioni locali di fine 2008.
In futuro i contributi della DSC avranno la funzione essenziale di garantire la stabilità di Radio Okapi, alfine di contribuire a creare un paesaggio mediatico congolese equilibrato e di rafforzare i
processi di democratizzazione, di buongoverno e di consolidamento della pace nel paese.
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Il progetto in breve
Ambito
Aiuto umanitario
Cooperazione allo sviluppo
Divisione politica IV del DFAE
Paese / Regione
Repubblica democratica del Congo
Partner Fondazione Hirondelle
Obiettivo del progetto
Informare, educare, divertire e servire da strumento di dialogo per la pace e l’equilibrio dei poteri nella società congolese
Target
Popolazioni civili, istituzioni politiche dell’RDC
Durata
Dal 2002 con la prospettiva di istituire una radio congolese vitale dopo la partenza della MONUC nel 2010
Quadro finanziario
Contributo elvetico (DSC e DP IV): 1 milione di franchi ca. l’anno dal 2002
Contatto
Fondation Hirondelle (Media for Peace and Human Dignity), Losanna
Tel: +41 21 654 20 20
E-mail: info@hirondelle.org
Divisione politica IV DFAE
Tel: +41 031 322 30 50
E-mail: PA4@eda.admin.ch
Sezione Africa orientale e meridionale (settore Cooperazione bilaterale allo sviluppo)
Sezione Africa (settore Aiuto umanitario)
Tel: +41 31 322 34 75
E-mail: info@deza.admin.ch |