E ancora possibile evitare una catastrofe umanitaria
Crisi alimentare in Africa occidentale,
03.04.2012
Factsheet attuale
Ciad
Sito web della DSC - Ciad: www.swiss-cooperation.admin.ch/tchad/
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| L'impegno bilaterale della Confederazione | 2010 |
2011 |
2012* |
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| DSC | |||
| Cooperazione bilaterale allo sviluppo | 10.24 | 8.25 | 20.00 |
| Aiuto umanitario | 3.58 | 2.11 | 2.71 |
| Segreteria di Stato dell'economia (SECO) | |||
| Cooperazione e sviluppo economici | – | – | – |
| Totale impegno DSC/SECO | 13.82 | 10.36 | 22.71 |
| Altri uffici federali | |||
| Divisione Sicurezza umana e Direzione del diritto internazionale pubblico del DFAE | 0.04 | 0.11 | – |
| Totale altri uffici federali | 0.04 | 0.11 | – |
| Totale | 13.86 | 10.47 | 22.71 |
Cooperazione bilaterale allo sviluppo senza i contributi di programma alle ONG
.. = non disponibile | – = importo nullo o importo < 5'000 CHF
La cooperazione allo sviluppo: tematiche di fondo
La strategia della DSC è incentrata sugli orientamenti della politica nazionale di lotta contro la povertà e sulle politiche di sviluppo dei tre settori prioritari (economia rurale,sanità, istruzione di base). La DSC è presente nelle principali regioni del Paese con programmi di sviluppo regionali, in particolare nelle zone che soffrono maggiormente della mancanza di accesso all’istruzione, ai servizi sanitari e alle infrastrutture economiche. Anche gli aspetti del buongoverno sono affrontati indirettamente dalla DSC e, in modo più puntuale, da parte della Direzione Politica IV del DFAE sotto forma di un Programma di prevenzione dei conflitti e promozione della pace.
Il programma di cooperazione della Svizzera in Ciad contribuisce a consolidare le capacità delle imprese agropastorali a conduzione familiare, delle federazioni socioprofessionali, delle comunità rurali e dei servizi pubblici decentralizzati, in quattro ambiti complementari:
- economia rurale: il programma accompagna l’emergere di un’economia rurale prospera, sostenendo lo sviluppo di sistemi di produzione promettenti dal profilo economico, ecologico e sociale. Il programma interviene anche con coerenza nella lotta contro l’erosione e nel ripristino delle piste agresti, elementi indispensabili per promuovere gli scambi e i rapporti commerciali e per permettere alle comunità di accedere ai servizi sanitari e scolastici di base;
- istruzione e formazione: il programma sostiene lo sviluppo di un sistema educativo decentrato di qualità, confacente al contesto economico e culturale delle popolazioni e ampiamente gestito da strutture comunali e da associazioni comunitarie;
- sanità: è indispensabile migliorare la copertura sanitaria primaria, aumentando l’offerta e la qualità delle prestazioni preventive e curative fornite da servizi sanitari gestiti con un ampio coinvolgimento dei comuni e delle comunità locali;
Questa prospettiva presuppone l’applicazione di alcuni principi sul piano della realizzazione:
- la mobilitazione di partner al fine di migliorare le loro capacità e le loro risorse specifiche;
- la promozione di un migliore equilibrio tra uomini e donne, in particolare per migliorare l’accesso di queste ultime all’istruzione, alla formazione e ai servizi;
- il rafforzamento del dialogo e della concertazione tra le comunità, le autorità locali e i servizi pubblici decentralizzati al fine di costruire il decentramento e il buongoverno locale appropriati e permettere di alimentare il dibattito a livello nazionale sulle questioni relative allo sviluppo che interessano direttamente le regioni.
Riconosciuta all’unanimità per l’impegno a stretto contatto con la popolazione rurale, la sua efficienza e il suo ruolo precursore in materia di decentramento, la DSC è altresì attiva – tramite il suo Ufficio della cooperazione – nel dialogo delle organizzazioni politiche con il governo ciadiano e con la comunità dei partner tecnici e finanziari operante nel Ciad (PNUD, Banca mondiale, Unione europea, USAID, Agence Française de Développement, GTZ, ecc.). Attraverso scambi assidui, la DSC cerca di favorire l’effetto leva che le azioni di solidarietà realizzate sul terreno possono avere sulle scelte e sugli orientamenti in materia di politica di sviluppo, a livello nazionale, nei settori prioritari.
Priorità geografiche
Il programma si concentra su tre poli operativi, alfine di valorizzare i potenziali e le complementarietà delle principali regioni del Paese e di ridurre gli squilibri regionali:
- l’oasi di Wadi, nel nord-est (regione dell’Ennedi) e nell’est (regione di Wadi Fira) del Paese, con l’allevamento di bestiame e l’orticoltura quali attività principali;
- il Sahel, nel centro (regione di Batha) e nell’ovest (regione di Kanem) del Paese, con l’allevamento di bestiame quale attività principale;
- il Sudan, nel sud-est (regione di Logones) e nel sud del Paese (regioni di Moyen Chari, Mandoul e Pandé), con l’agricoltura pluviale e forestale quali attività principali.
L'aiuto umanitario: tematiche di fondo
In Ciad la situazione umanitaria si è notevolmente degradata tra il 2006 e il 2008 e da allora non ha subito cambiamenti. Ciò è dovuto agli sviluppi relativi ai conflitti nel Darfur, nella
Repubblica centrafricana e nel Ciad ( Informazioni sull’aiuto
umanitario nel Ciad)
Il 28 gennaio 2008 oppositori armati hanno lanciato un’offensiva contro il governo ciadiano, avanzando fino a Ndjamena. Le conseguenze umanitarie dei combattimenti erano particolarmente gravi a Ndjamena e nel nord del Camerun, dove si sono rifugiati più di 20000 ciadiani. La Svizzera ha quindi partecipato alla realizzazione di campi profughi e ha finanziato l’impegno umanitario nell’ambito sanitario.
Vi è tuttora il pericolo di una destabilizzazione dell’intera regione, che sembra (almeno per il momento) essere scongiurato grazie all’accordo di pace firmato da entrambi gli Stati nel febbraio 2010.
Dal 2003, 235000 persone in fuga dai soprusi perpetrati nel Darfur (Sudan) si sono rifugiati nell’est del Ciad, in una zona saheliana dal fragile equilibrio ecologico. La Svizzera ha risposto alla crisi attivando sin dal 2004 l’Aiuto umanitario con contributi finanziari ai programmi del CICR, dell’ACNUR e del PAM – tra i 3 e i 5,5 milioni di franchi l’anno – e mettendo a disposizione esperti del CSA, in particolare presso l’ACNUR, alfine di permettere la realizzazione di campi profughi e di garantire una gestione appropriata delle risorse ambientali e idriche, sia per i rifugiati, sia per le popolazioni locali.
Gli scontri tra le Forze armate centroafricane (FACA) e l’opposizione armata nel nord del Paese hanno spinto 75000 centroafricani a rifugiarsi nel Ciad meridionale. Il numero dei profughi interni che vivono in particolare nel sud-est del Paese ammonta a 170000. La Svizzera fa fronte a questi bisogni umanitari versando contributi a Medici senza frontiere Svizzera, CICR e PAM.
Luce sul contesto Ciad
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| Fonte: World Development Indicators 2012 della Banca Mondiale | ||||||||||||||||||||||||||||||
Indirizzo di contatto della DSC in loco:
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Ciad (N'Djamena) |
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Bureau de la Coopération Suisse au Tchad |
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| Telefono | +235 251 73 14 |
| Fax | + 235 22 51 74 16 |
| ndjamena@sdc.net | |
| Sito Web | www.swiss-cooperation.admin.ch/tchad/ |
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Ulteriori informazioni e documenti Qui trovate pubblicazioni più dettagliate, rimandi, documenti e articoli di attualità sulla cooperazione svizzera allo sviluppo e sull’aiuto umanitario in questo paese. |
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