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10.11.2006 - Articolo
Semenza esplosiva – raccolto letale

AIUTO UMANITARIO IN LIBANO

Tempo di raccolti nel Libano meridionale: le olive sono mature e pronte da cogliere. Secondo i dati dell’ONU, negli oliveti e nei campi di tabacco si trovano però oltre un milione di bombe dirompenti non detonate che provocano in permanenza incidenti mortali. La Svizzera partecipa all’azione di disinnesco urgentemente necessaria.

La bomba dirompente pendeva dal ramo di un olivo. Esplose a fine settembre quando una scavatrice urtò l’albero durante operazioni di sgombero. Il dodicenne Mohamed Sultan fu colpito a morte dalle schegge, i suoi due fratelli Jamil e Abbas furono gravemente feriti. Come ad As-Souana, dall’inizio del cessate il fuoco anche in altri villaggi del Libano meridionale si sono verificati oltre 120 incidenti, molti dei quali con esito letale.

A Sebquine, dove la DSC ripristinerà il rifornimento idrico, oltre il 90 % della popolazione vive grazie all’agricoltura. Ciò vale anche per vaste regioni del Libano meridionale. La raccolta delle olive e del tabacco si avvicina, ma costringe a rischiare la vita. Lo sminamento è una corsa contro il tempo: sotto il fogliame autunnale le bombe dirompenti non sono facili da scovare. Sono poco più grandi delle batterie di una torcia. E nelle aree devastate dalla guerra ne sono sparse oltre un milione: in media due per ogni abitante. Nel Kosovo, con la stessa quantità di personale, in due anni si sono potuti disinnescare solo 25‘000 ordigni esplosivi.

Si sminano anzitutto prati e campi

Proprio per l’approssimarsi della raccolta, gli specialisti hanno modificato le loro priorità. Nei prossimi tempi, anziché ripulire case e strade, si dedicheranno maggiormente ai campi, ai prati e agli oliveti. Si dibattono tuttavia con la difficoltà di trovare in tempo utile gli esplosivi necessari al disinnesco.

La Svizzera fornisce un contributo oltremodo importante: poco tempo fa ha fornita al centro di sminamento dell’ONU 1‘300 set dell’esercito svizzero per disinnescare la semenza letale. Dall’inizio di ottobre uno specialista elvetico in disinnesco istruisce gli operatori all’uso della sofisticata tecnica. Il prodotto svizzero ha il pregio che per disinnescare le pericolose bombe o mine dirompenti non occorre toccarle.