
Accanto alla gente - Il lavoro della coordinatrice della DSC nel Nord Caucaso
Direttamente nel Caucaso del Nord, una coordinatrice svizzera dirige le attività dell’Aiuto umanitario della DSC. Dall’autunno del 2007 la 34enne Regina Gujan, originaria di Trin, nel Canton Grigioni, e membro del Corpo svizzero di Aiuto umanitario CSA dirige la dozzina di persone della squadra elvetica che conta, oltre a responsabili di programma locali, amministratrici e conducenti, anche un esperto svizzero di edilizia.
A stretto contatto con la popolazione
Regina Gujan passa molto tempo con le persone che necessitano del sostegno della DSC – rifugiati, sfollati, bambini, scolari… Ella può contare sul sostegno dei collaboratori locali: «Sono i miei traduttori linguistici e culturali», come suole affermare. Infatti, nella regione oltre al russo si parla anche osseto, inguscio e ceceno.
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Regina Gujan in Intervista
Qual è la situazione dal profilo della sicurezza? In che modo la giovane Regina Gujan riesce ad imporsi in un mondo caucasico dominato dagli uomini? Quali sono i suoi progetti preferiti, e quali le differenze a Vladikavkaz rispetto alla sua precedente missione in Burundi?
Le risposte di Regina Gujan.- Riposte di Regina Gujan
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Non ho paura a lavorare qui a Vladikavkaz, né a muovermi nell’Ossezia del Nord o in Cecenia.
Il Caucaso è un mondo tutto al maschile, anche l’età è un fattore che ha ancora il suo peso. Sfoderando il mio charme di giovane donna riesco comunque a rapportarmi piuttosto bene agli uomini che rivestono funzioni importanti.
L’aspetto più difficile del mio lavoro è la libertà di movimento limitata dalle prescrizioni di sicurezza. Per visitare ogni progetto, per presentarsi ad ogni appuntamento occorre chiedere un lasciapassare – talvolta anche con una settimana di anticipo. È praticamente impossibile agire spontaneamente. Anche nella sfera privata sono limitata e un po’ isolata. Non mi è permesso recarmi privatamente nelle magnifiche montagne di Vladikavkaz.
Come guida alpina – sono originaria dei Grigioni – sono particolarmente attratta dai progetti montani. Ma tutti i programmi mi stanno a cuore. I più emozionanti sono quelli che coinvolgono i bambini: quando riesco a migliorare concretamente la loro situazione, ad esempio offrendo loro un’abitazione dignitosa, provo un’enorme soddisfazione.
La mia precedente missione si è svolta in Burundi. Rispetto alla Russia, le temperature erano ben altre! Inoltre, qui nel Caucaso del Nord abbiamo collaboratori locali perfettamente formati, ricchi di iniziativa e desiderosi di dare il loro contributo.



