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Dall’empirismo al professionismo

Ms._Sandrine_Tiller__ICRC_Cooperation_Coordinator_for_Lebanon.jpgAlla fine del 2008 Sandrine Tiller lascia il Libano, dove è stata responsabile per due anni in seno al Comitato internazionale della Croce Rossa (CICR) della cooperazione con la Croce Rossa libanese (CRL). Tutti gli interlocutori sono diventati suoi amici. A tutti dispiace vederla partire così presto. Ha saputo stabilire un legame di fiducia con loro e, soprattutto, è stata il motore dell’attuazione del modulo di formazione dei soccorritori volontari libanesi, che fa parte del piano strategico nazionale di cinque anni che mira a rinforzare il settore degli interventi medici d’urgenza della CRL.

Il corso di formazione per i futuri istruttori della CRL vuole unire volontariato e professionismo. È possibile ciò?

Esiste, in effetti, una tensione tra volontariato e professionismo. È una realtà vissuta da numerose ONG che volevano migliorare le loro prestazioni sul campo, conservando però lo spirito che aveva spinto alla loro istituzione. Per la CRL il problema si pone anche a alti livelli, tra gli organismi centrali e il management, i cui metodi di lavoro sono diversi. Ciò può costituire un problema a medio termine, in particolare sapendo che i soccorritori non possono ancora prendere decisioni all’interno della CRL. A questo proposito sono in corso discussioni in seno alla CRL che porteranno a emanare nuovi statuti che dovranno tener conto di questa aspettativa.

La personalità di Georges Kettaneh, direttore nazionale dei servizi d’urgenza, ha in gran parte contribuito alla positiva attuazione della strategia a cinque anni. Non ho mai visto nessuno che abbia una tale capacità di apertura al cambiamento. La strategia sconvolge il suo lavoro ma nonostante ciò non ha paura e si butta.

Concretamente come avverrà il cambiamento? In altri termini, come trasferire le conoscenze acquisite durante il corso di formazione nella vita quotidiana delle stazioni di pronto soccorso distribuite in tutto il paese?

Occorre dapprima ricordare che nonostante i finanziamenti incerti, i soccorsi d’urgenza della CRL hanno funzionato durante questi anni di alternanza tra guerra e pace perché le stazioni erano autonome e prendevano iniziative. Ma questo sistema empirico non può più funzionare. È necessario inoltre considerare che ogni cittadino ha diritto allo stesso trattamento: da questa considerazione nasce la necessità di standardizzare, di essere in grado di fornire servizi di qualità ovunque in Libano.

Ora ci troviamo all’inizio di una fase che vedrà la realizzazione di un manuale di riferimento per le due dozzine di istruttori che saranno responsabili, con decine di altri soccorritori che diventeranno formatori, dell’introduzione e del controllo degli standard d’intervento futuri. Anzitutto sarà necessario porsi le domande opportune, in particolare chiedersi quale nuove tecniche si debbano introdurre. Il Comitato medico della CRL dovrà riconoscere questo curriculum, in seguito gli istruttori dovranno trovare il modo di introdurre gli standard internazionali portati dagli Svizzeri nel funzionamento adattato alla realtà libanese. Gli istruttori dovranno accordarsi tra loro, condividere le scelte fatte e verificarle con gli utenti. Infine dovranno pubblicare il manuale di riferimento fissando un calendario di produzione. Tutto questo avverrà entro la fine del 2009, seguendo la pianificazione attuale.

Il sostegno del CICR e della DSC continuerà?

L’impegno del CICR per il 2009 è confermato negli stessi termini del 2008. Si inserisce parallelamente a quello che sostiene altre formazioni come “Visa 1”, un corso introduttivo per i nuovi soccorritori, e “Visa 2”, che comprende la formazione alla guida dei veicoli d’urgenza e un corso di consolidamento delle conoscenze; è prevista inoltre una formazione in management di progetto e una in lingua inglese.

Allora questa formazione per i soccorritori volontari rientra in un processo più ampio che intende alzare il livello generale di formazione dei servizi d’urgenza?

Sì, certamente. La strategia a cinque anni prevede in particolare la standardizzazione e la modernizzazione degli equipaggiamenti per far fronte alle urgenze. Il CICR finanzia il nuovo equipaggiamento e l’adattamento del parco ambulanze sul piano nazionale con l’obiettivo di permettere a più centri di lavorare assieme facendo riferimento agli stessi criteri tecnici, allo stesso linguaggio e agli stessi strumenti.

Contemporaneamente occorre migliorare il funzionamento delle stazioni di pronto soccorso: è necessario informatizzarle, collegarle a Internet, uniformare i formulari, introdurre la funzione di messaggeria raggruppata, adattare i loro manuali di formazione. È un’azione finanziata dal Fondo Shôken. Non va dimenticato l’importante sostegno al management dell’EMS.

Il progetto DSC è al cuore della nuova formazione. È un precedente, un riferimento. Non c’è dubbio che il CICR, che ha sostenuto il progetto della DSC dall’inizio, si ispirerà a questo modello per altri Paesi, per esempio in Africa o nelle zone in conflitto.