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Riepilogo dossier: mondiali di calcio 2006

6 luglio 2006
L’altro campionato mondiale di calcio

Website streetfootballword festival 06 Lo “streetfootballworld festival 06” porta le calciatrici e i calciatori di strada di tutti i continenti  a Berlino. In cartellone sono il calcio, la cultura e la cosa più importante nello sport: il fair play.

Domenica 2 luglio è stato inaugurato a Berlino Kreuzberg lo “streetfootballworld festival 06”. Fino all’8 luglio in Mariannenplatz e, più precisamente, nel “Bolzplatzstadion” appositamente costruito si contenderanno il titolo mondiale del calcio di strada circa 200 calciatrici e calciatori di 22 squadre.

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Inaugurazione del primo campionato mondiale di calcio di strada: il ministro tedesco degli esteri Frank-Walter Steinmeier, il presidente della FIFA Joseph S. Blatter, il borgomastro di Berlino Klaus Wowereit e il fondatore di streetfootballworld Jürgen Griesbeck (da sinistra).

Questo Mondiale alternativo segna l’attuale apice di un movimento internazionale che sfrutta il calcio praticato nei cortili, nei parchi civici e nelle strade per indicare a dei giovani, di regola sottoprivilegiati, una via per sottrarsi all’emarginazione sociale.

L’inizio fu segnato da una tragedia

Il punto iniziale di questo movimento coincide con l’assassinio del calciatore colombiano Andrés Escobar a Medellín. Il difensore si era macchiato di un autogol durante il Mondiale del 1994 negli USA, contribuendo così in modo determinante alla precoce eliminazione della propria squadra dal torneo. Poco dopo il suo rientro a Medellín, Escobar fu ucciso nella pubblica via, probabilmente da un fan deluso. Impressionato da questo atto insensato, il sociologo dello sport tedesco Jürgen Griesbeck – amico di Escobar –lanciò a Medellín il progetto “Calcio per la pace”.

Con il progetto, Griesbeck voleva mostrare che, oltre ai lati negativi, il calcio nasconde un notevole potenziale positivo. Centrale era in particolare la sua convinzione che, per i bambini e gli adolescenti, lo sport può svolgere un ruolo importante nella trasmissione di valori umani fondamentali, quali il rispetto per l’avversario, il riconoscimento delle regole, il fair play o il lavoro di squadra. Inoltre – e Griesbeck ne era convinto –, grazie al suo carattere giocoso lo sport ha una capacità inaudita di sormontare le differenze culturali e sociali per unire individui provenienti dai più disparati contesti esistenziali.

 


Regole del gioco nel calcio di strada

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Il fair play è la prima regola del calcio di strada – tutto il resto è da negoziare.

Nel calcio di strada, quale lo propugnava Griesbeck, furono adottate sin dall’inizio regole particolari. Fair play e rispetto per l’avversario sono i primi comandamenti. Falli e insulti non sono tollerati. Le regole del gioco sono contrattate ogni volta di nuovo prima di una partita. Non esistono arbitri e le violazioni delle regole devono essere segnalate dai giocatori stessi. Inoltre, viene incentivato di proposito il carattere integrativo dello sport. Si dà per esempio molta importanza al fatto di offrire anche alle giocatrici e ai giocatori deboli la possibilità di giocare una partita.

Con la sua idea di un calcio pacifico e unificatore Griesbeck ebbe subito successo – e non solo a Medellín. Nel giro di un solo anno furono fondate in tutta la Colombia oltre 500 squadre di calcio di strada. Oggi i team attivi sono già ben oltre un migliaio. I giovani calciatori e le giovani calciatrici provengono da tutti gli strati sociali, anche se va detto che il calcio di strada piace soprattutto ai giovani cresciuti negli ambienti svantaggiati.

Un successo mondiale – e il sostegno di Jürgen Klinsmann

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“Non dimenticate il lato ameno!” Jürgen Klinsmann a margine del Mondiale della  FIFA mentre palleggia con i ragazzi a Kreuzberg.

Il successo del calcio di strada non si è fermato alle frontiere della Colombia, ben al contrario. Nel frattempo, in tutti i continenti ci sono squadre che giocano con le stesse regole.

All’inizio del Millennio Jürgen Griesbeck fondò il progetto “Streetfootballworld”, riuscendo poco dopo a entusiasmare anche un patrocinatore famoso: nel 2001 l’ex attaccante tedesco e odierno allenatore della Nazionale germanica Jürgen Klinsmann ha infatti assunto il patrocinio del progetto.

Streetfootballworld rappresenta oggi una rete di un’ottantina di progetti di calcio di strada sparsi in tutto il mondo. Si concepisce come la voce comune e serve come piattaforma per lo scambio di conoscenze ed esperienze. Non da ultimo, vuole dare visibilità ai progetti e si occupa della ricerca di aiuti finanziari.

Calcio per la pace e lo sviluppo

Le squadre giunte a Berlino per lo “streetfootballworld festival 06” non si battono solo per il trofeo del Mondiale alternativo, segnatamente la “Copa Andrés Escobar”. Con la loro arte del pallone, di cui danno prova in uno spazio ristrettissimo, attirano l’attenzione anche sul lavoro svolto in seno ai progetti e mostrano come il calcio possa essere usato con successo nella lotta ai problemi sociali ed ecologici.

Prendiamo l’esempio del Peres Center for Peace a Tel Aviv. Nel violento conflitto che oppone Israele e la Palestina il Centro cerca dal 2002 con allenamenti e tornei regolari di allentare le tensioni fra i bambini e i ragazzi israeliani e palestinesi. Con il calcio e le attività del tempo libero accompagnate riduce i reciproci pregiudizi, sviluppando nel contempo lo spirito di squadra e un senso d’appartenenza comune.

Un altro esempio è quello della keniota Mathare Youth Sports Association (MYSA). Nata nel 1987 nei quartieri poveri di Nairobi, questa organizzazione di autoaiuto riunisce le giovani abitanti e i giovani abitanti delle bidonvilles. MYSA combina da anni con grande successo i programmi di calcio con  altre attività sociali. In particolare, svolge oggi in 16 bidonvilles opera di prevenzione dell’HIV/aids, organizza offerte formative e, occupandosi della raccolta dei rifiuti e della pulizia dei canali, contribuisce a creare condizioni di vita più igieniche.

Alcuni calciatori di MYSA sono nel frattempo addirittura entrati a far parte della Nazionale keniota.

L’importanza del calcio di strada come strumento di pace e sviluppo è riconosciuto sempre più anche dai governi e dalle federazioni di calcio. All’inaugurazione dello “streetfootballworld festival 06” hanno infatti partecipato domenica, oltre a Jürgen Griesbeck, anche il ministro tedesco degli esteri Frank-Walter Steinmeier (SPD), il presidente della FIFA Joseph S. Blatter e il borgomastro di Berlino in carica Klaus Wowereit.

Persino Jürgen Klinsmann – la cui squadra fa furore sin dall’inizio del Campionato mondiale FIFA e che in Germania ha suscitato una vera e propria euforia per il calcio – si è preso un momento di tempo a margine di questo Mondiale per giocare in amichevole con i ragazzi.





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32 squadre lottano dal 9 giugno al 9 luglio in Germania per conseguire il titolo di campione mondiale, fra esse anche la Svizzera e vari paesi partner della cooperazione svizzera allo sviluppo. Un’occasione per noi per informare saltuariamente su ciò che si può scoprire di interessante, recondito, curioso e sorprendente all’ombra dei riflettori dei media.

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Le 22 squadre del festival 06

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Africa
Mathare Youth Sports Association (Kenya)
Diambars (Senegal)
Football for Peace (Ruanda, Uganda, RD del Congo e Burundi)
KickAIDS – PDP Sports Club (Sudafrica)

Medio /Vicino Oriente
Peres Center for Peace (Israele/Palestina)


Asia
Learn & Play: Street Football Future (Afghanistan)


Europa
Street League (Inghilterra)
Streetfootball (Norvegis)
Strassenfussball für Toleranz (Germania)
Football Friends Balkan (Serbia, Montenegro, Macedonia)
Sokak Ligi (Turchia)
fx united (Germania)
SASI Barka (Polonia)


America del Nord / America centrale / Caraibi
Soccer in the Streets (USA)
Vive Fútbol (Costa Rica)


America latina
Defensores del Chaco (Argentina)
Centro para el Desarrollo de la Inteligencia (Paraguay)
Escuelas Deporte y Vida (Perù)
Centro Cultural San Isidro (Bolivia)
Fundacão EPROCAD & Projeto Jovem Cidadão (Brasile)
CHIGOL (Chile)
Fútbol por la Paz (Columbia)

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