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La Svizzera deve la sua partecipazione ai Mondiali anche a migranti quali Valon Behrami. Alla ricerca di lavoro e sicurezza, la famiglia Behrami aveva richiesto asilo in Svizzera nel 1990. Una
fortuna per la Svizzera, una sfortuna per il Kosovo.
Venne, corse e segnò una rete. Nella partita decisiva contro la Turchia Valon Behrami mise a segno il goal decisivo del 2:0 tre minuti dopo l’entrata in campo, aiutando così la Svizzera a
qualificarsi per i Mondiali. Da allora Valon Behrami è la nuova stella nel firmamento del calcio elvetico.
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| «Due albanesi ai Mondiali di calcio»: foto di prima pagina del quotidiano «Laim» di venerdì 9 giugno 2006 con i giocatori della Nazionale svizzera Valon Behrami e Blerim
Dzemaili. |
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Valon Behrami era giunto in Svizzera nel 1990, all’età di cinque anni, con il padre Ragip, la madre Halime e la sorella Valentina, maggiore di lui di tre anni. Prima di quel momento, nella sua
città natale Mitrovica la situazione politica ed economica si era talmente degradata che entrambi i genitori avevano perso il posto di lavoro, la madre quello di segretaria, il padre quello di
dirigente presso la ditta di materiali plastici Koplast. Per poter offrire ai figli un futuro migliore, la famiglia aveva lasciato il Kosovo in direzione della Svizzera.
Per quattro anni la loro domanda di asilo fu ripetutamente respinta. I ragazzi frequentavano la scuola ed erano entrambi attivi con successo in seno ad associazioni sportive ticinesi. Infine, nel
corso di una cena in occasione di una festa sportiva, la famiglia aveva incontrato l’allora consigliere di Stato Alex Pedrazzini, capo della giustizia, il cui figlio giocava con Valon nella stessa
squadra. Pedrazzini riconobbe quanto i ragazzi soffrivano della situazione. Incominciò a prodigarsi in favore della famiglia, e con successo! Grazie all’azione congiunta dell’avvocato competente,
nonché delle competenti autorità e ommissioni di Bellinzona e di tutto l’ambiente scolastico e professionale della famiglia nel Mendrisiotto, i Behrami ottennero il permesso di dimora e continuano a
vivervi ancor oggi.
Impegno in favore della gioventù
Mamma Behrami ricorda: „Da bambino il passatempo preferito di Valon era correre, e non si stancava mai. Ancora oggi fatica a star seduto un momento. Ha bisogno di avere sempre un pallone fra i
piedi”.
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| Tifare con gli svizzeri in Kosovo: la famiglia di Valon Behrami durante la partita Francia-Svizzera (Foto: Merita Stavileci) |
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Non tutti i giovani hanno questo talento. E non tutti hanno la stessa fortuna di trovare accoglienza in Svizzera e di essere stimolati al momento giusto. Solo una piccola parte dei molti
richiedenti l’asilo kosovari trovarono rifugio in Svizzera.
Oltre ai conflitti violenti, il motivo principale che spinge i giovani a lasciare la patria e a migrare all’estero sono le prospettive buie per il futuro e la mancanza di opportunità di
realizzarsi. La Svizzera si impegna perciò da anni in loco per migliorare le condizioni di vita e di lavoro, e oggi è uno dei principali partner bilaterali del Kosovo. L’impegno elvetico è incentrato
in particolare sulla promozione della stabilità politica, lo sviluppo economico e sociale, il rafforzamento delle autorità locali e della società civile, nonché l’integrazione regionale.

Emigrazione dal Kosovo:
Richieste totali di asilo presentate in Svizzera
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| Aumento massiccio delle richieste d’asilo in seguito al conflitto bellico in Kosovo 1998-1999. |
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Le possibilità di formazione e di lavoro per i giovani assumono in questo contesto un’importanza del tutto particolare. La DSC offre, per esempio, corsi di formazione urgentemente necessari nel
campo della pubblica amministrazione. Lo scopo è di fare in modo che il grande potenziale sociale, economico – e sportivo – della gioventù non si disperda a causa della migrazione, ma sia posto al
servizio del paese. Un segno incoraggiante è il fatto che il numero dei richiedenti l’asilo provenienti dal Kosovo sia continuamente diminuito negli ultimi anni.
Per Valon Behrami la Svizzera è diventata una nuova patria. I suoi legami con i parenti rimasti in Kosovo permangono nondimeno stretti. E viceversa: quando Valon scende in campo ai Mondiali in
Germania, in Kosovo tutti tifano con gli svizzeri.
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La Svizzera è attiva in Kosovo dai tempi del conflitto bellico 1998-99. L’aiuto umanitario e i programmi di rimpatrio per gli sfollati sono stati completati
successivamente con misure di ricostruzione e di sviluppo.
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Ulteriori informazioni:
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