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Riepilogo dossier: mondiali di calcio 2006

27 giugno 2006
"Il calcio è uno spazio per i miracoli"

Lo scrittore ucraino Jurij Andruchovyč ci spiega perché il mondo ha bisogno del calcio.


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«Nel subconscio sono sempre contro la squadra data per favorita»

Afferma Jurij Andruchovyč (al centro) in Germania durante una partita del gruppo.

Lei ha seguito sul posto come spettatore le partite del gruppo giocate dagli ucraini. Che atmosfera regna nel paese che ospita la fase finale della Coppa del Mondo di calcio?

Jurij Andruchovyč: Oggi la Germania è sinonimo di calcio. Si avverte un’euforia di massa, si vedono ovunque queste bandiere nazionali, gente col viso dipinto, un po’ come a carnevale, insomma. Anche i fan ucraini giungono numerosissimi e mi sorprendono con il loro strepitare.

Lei è scrittore. Cosa l’affascina del calcio?

Il calcio è uno spazio per i miracoli – qui possono succedere moltissime cose inaspettate. Una vera partita di calcio è sempre drammatica, siamo nel mondo delle emozioni. Sin da quando ero bambino sono un grande fan della Dinamo Kiev, che negli anni Settanta e Ottanta era fortissima. Quando, ai tempi dell’Unione Sovietica, la Dinamo di Kiev giocava contro lo Spartak di Mosca non si trattava solo di calcio: se la Dinamo vinceva in campo sportivo festeggiavamo nel contempo la vittoria delle aspirazioni indipendentiste dell’Ucraina.

L’Ucraina partecipa per la prima volta alla Coppa del Mondo. Cosa significa questo per lo stato d’animo del paese?

La portata sociale del calcio non deve essere sopravvalutata. Constato comunque che il calcio unisce all’insegna dei colori nazionali gente di diversa origine ed estrazione e di diverso atteggiamento politico. Gli ucraini di Donetsk e Leopoli, nuovi ricchi, studenti ed emigranti formano insieme un’unica nazione calcistica.

Come si esprime questo sentimento comunitario?

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Giunta ai quarti di finale come neofita dei Mondiali di calcio: la rappresentativa nazionale ucraina.

Durante la partita di Amburgo fra Ucraina e Arabia Saudita ho visto come alcuni fan apolitici russofoni provenienti dall’Ucraina orientale si sono improvvisamente alzati intonando l’inno nazionale ucraino. Il calcio non prova affatto l’esistenza di una nuova unità nazionale, ma durante il torneo fa in modo che la gente si ritrovi insieme.

I fan ucraini portano anche simboli arancioni?

No, quelli li lasciamo agli olandesi.

Cosa sanno fare meglio i calciatori ucraini rispetto ai politici ucraini?

Quarti di finale
Nei quarti di finale l’Ucraina incontrerà l’Italia. La partita andrà in scena il 30 giugno alle ore 21.00 ad Amburgo.

La squadra di calcio rappresenta tutte le parti dell’Ucraina e rappresenta il paese in maniera positiva sulla scena internazionale, come fanno anche i politici ucraini, ma spesso con meno successo. Io ricevo molte e-mail da editori e amici tedeschi che trovano simpatica la squadra perché ha un volto umano – sia quando vince che quando perde.

Da due settimane prevale in pubblico un solo tema: perché il mondo ha bisogno del calcio?

La risposta va cercata nella natura umana che è giocosa, che ha bisogno delle partite. Il calcio crea tensioni e, attorno alle partite, produce un’atmosfera carnascialesca. Il calcio ospita dentro di sé possibilità di rinnovamento, di sovversione delle gerarchie. Nel subconscio sono sempre contro la squadra data per favorita. Vorrei che la gerarchia stabilita fosse rovesciata e vorrei che il Brasile diventasse campione del mondo.

Quale squadra potrebbe rovesciare questa gerarchia?

Il Ghana forse, oppure l’Ucraina…

 

Impegno svizzero in Ucraina

Dai primi anni Novanta la Svizzera fornisce all’Ucraina un aiuto bilaterale e multilaterale. L’obiettivo della cooperazione è di sostenere il processo di transizione verso la democrazia e l’economia di mercato. La Svizzera fornisce in particolare contributi alla riforma dei settori sanitario e giudiziario, promuove le PMI, rafforza la società civile e sostiene una gestione durevole delle risorse naturali.





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32 squadre lottano dal 9 giugno al 9 luglio in Germania per conseguire il titolo di campione mondiale, fra esse anche la Svizzera e vari paesi partner della cooperazione svizzera allo sviluppo. Un’occasione per noi per informare saltuariamente su ciò che si può scoprire di interessante, recondito, curioso e sorprendente all’ombra dei riflettori dei media.

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ukraineflag.gif L’Ucraina in cifre

Superficie
603'700 km2
Popolazione (2006)
46,7 milioni
Speranza di vita uomini (2006)
64 anni
Speranza di vita donne (2006)
75 anni
Analfabetismo uomini (2003)
0,2%
Analfabetismo donne (2003)
0,4%
Disoccupazione (2005)
2,9% (ufficioso secondo l’ILO: 9-10 %)
Prodotto interno lordo (PIL) (2004)
60,2 miliardi USD
PIL pro capite (2004)
1270 USD

Fonte: Worldbank Development Indicators 2004; CIA World Factbook 2006


Jurij Andruchovyč

Jurij Andruchovyč, nato nel 1960 a Ivano-Frankivs’k (Ucraina occidentale), è un importante esponente della letteratura contemporanea ucraina. Con le traduzioni del romanzo “Zwölf Ringe” (2005) e dei saggi “Das letzte Territorium” (2003) e “Mein Europa” (2004, con Andrzej Stasiuk) si è creato anche nell’area tedescofona una vasta cerchia di lettori. Andruchovyč, un fautore degli ideali della “rivoluzione arancione” e dell’apertura dell’Ucraina verso l’Europa, ha trascorso nel 2005/2006 un periodo in Germania con una borsa di studio.

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