Lo scrittore ucraino Jurij Andruchovyč ci spiega perché il mondo ha bisogno del calcio.
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«Nel subconscio sono sempre contro la squadra data per
favorita»
Afferma Jurij Andruchovyč (al centro) in Germania durante una partita del gruppo. |
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Lei ha seguito sul posto come spettatore le partite del gruppo giocate dagli ucraini. Che atmosfera regna nel paese che ospita la fase finale della Coppa del Mondo di
calcio?
Jurij Andruchovyč: Oggi la Germania è sinonimo di calcio. Si avverte un’euforia di massa, si vedono ovunque queste bandiere nazionali, gente col viso dipinto, un po’ come a carnevale, insomma.
Anche i fan ucraini giungono numerosissimi e mi sorprendono con il loro strepitare.
Lei è scrittore. Cosa l’affascina del calcio?
Il calcio è uno spazio per i miracoli – qui possono succedere moltissime cose inaspettate. Una vera partita di calcio è sempre drammatica, siamo nel mondo delle emozioni. Sin da quando ero bambino
sono un grande fan della Dinamo Kiev, che negli anni Settanta e Ottanta era fortissima. Quando, ai tempi dell’Unione Sovietica, la Dinamo di Kiev giocava contro lo Spartak di Mosca non si trattava
solo di calcio: se la Dinamo vinceva in campo sportivo festeggiavamo nel contempo la vittoria delle aspirazioni indipendentiste dell’Ucraina.
L’Ucraina partecipa per la prima volta alla Coppa del Mondo. Cosa significa questo per lo stato d’animo del paese?
La portata sociale del calcio non deve essere sopravvalutata. Constato comunque che il calcio unisce all’insegna dei colori nazionali gente di diversa origine ed estrazione e di diverso
atteggiamento politico. Gli ucraini di Donetsk e Leopoli, nuovi ricchi, studenti ed emigranti formano insieme un’unica nazione calcistica.
Come si esprime questo sentimento comunitario?
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| Giunta ai quarti di finale come neofita dei Mondiali di calcio: la rappresentativa nazionale ucraina. |
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Durante la partita di Amburgo fra Ucraina e Arabia Saudita ho visto come alcuni fan apolitici russofoni provenienti dall’Ucraina orientale si sono improvvisamente alzati intonando l’inno nazionale
ucraino. Il calcio non prova affatto l’esistenza di una nuova unità nazionale, ma durante il torneo fa in modo che la gente si ritrovi insieme.
I fan ucraini portano anche simboli arancioni?
No, quelli li lasciamo agli olandesi.
Cosa sanno fare meglio i calciatori ucraini rispetto ai politici ucraini?
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Quarti di finale
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Nei quarti di finale l’Ucraina incontrerà l’Italia. La partita andrà in scena il 30 giugno alle ore 21.00 ad Amburgo.
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La squadra di calcio rappresenta tutte le parti dell’Ucraina e rappresenta il paese in maniera positiva sulla scena internazionale, come fanno anche i politici ucraini, ma spesso con meno
successo. Io ricevo molte e-mail da editori e amici tedeschi che trovano simpatica la squadra perché ha un volto umano – sia quando vince che quando perde.
Da due settimane prevale in pubblico un solo tema: perché il mondo ha bisogno del calcio?
La risposta va cercata nella natura umana che è giocosa, che ha bisogno delle partite. Il calcio crea tensioni e, attorno alle partite, produce un’atmosfera carnascialesca. Il calcio ospita dentro
di sé possibilità di rinnovamento, di sovversione delle gerarchie. Nel subconscio sono sempre contro la squadra data per favorita. Vorrei che la gerarchia stabilita fosse rovesciata e vorrei che il
Brasile diventasse campione del mondo.
Quale squadra potrebbe rovesciare questa gerarchia?
Il Ghana forse, oppure l’Ucraina…
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Impegno svizzero in Ucraina
Dai primi anni Novanta la Svizzera fornisce all’Ucraina un aiuto bilaterale e multilaterale. L’obiettivo della cooperazione è di sostenere il processo di transizione verso la democrazia e
l’economia di mercato. La Svizzera fornisce in particolare contributi alla riforma dei settori sanitario e giudiziario, promuove le PMI, rafforza la società civile e sostiene una gestione durevole
delle risorse naturali.
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