Ai simboli che accomunano vogliono rinunciare, vogliono spezzare presto i ponti istituzionali. Ma a una cosa tengono ancora: alla propria comune squadra di calcio. Stiamo parlando di
Serbia e Montenegro: il campo da calcio è uno dei pochi luoghi dove l’interazione tra le due Repubbliche funziona in modo impeccabile.
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Presto cammini separati anche nel calcio: i tifosi di Serbia e Montenegro alla partita contro l'Olanda (risultato 0:1).
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"Questi giovani affrontano le cose con slancio e forniscono buoni risultati, i nostri politici dovrebbero seguire il loro esempio" dice Munevera, una donna originaria di Bar, località nei pressi di
Podgorica, la capitale del Montenegro. Come la maggior parte dei suoi connazionali, ai mondiali di calcio tifa anche lei per la nazionale della defunta federazione di Stati, anche se i giocatori sono
soprattutto Serbi.
Il processo di scissione, che di fatto è iniziato ben prima del referendum sull'indipendenza realizzato a fine maggio, non ha ancora avuto ripercussioni nello sport. Attorno al campo di calcio si
celebrano unità e lavoro di squadra – perlomeno finché ci saranno sfide internazionali da affrontare e successi da festeggiare. Perché il sostegno a favore della nazionale “mista” è tanto diffuso e
tanto costante? Perché la nazionale ha realizzato l’impresa che nessun’altra istituzione ha saputo realizzare: riunire le due nazioni in una comunanza di sentimenti. E lo ha fatto, perlomeno nella
fase di qualificazione, accumulando una serie di vittorie, le quali sono state festeggiate con lo stesso entusiasmo tanto a Belgrado quanto a Podgorica. I successi della squadra nazionale accrescono
il sentimento soggettivo di simpatia tra Serbi e Montenegrini.
Tra poco il Montenegro avrà la sua nazionale Il calcio come rituale di fratellanza tra due nazioni politicamente divise, nonostante le molte affinità? Se anche fosse, dopo i
mondiali di Germania questo rituale potrebbe ben presto vedere la fine, dal momento che il Montenegro vuole inserirsi nei campionati internazionali con una propria nazionale già a partire dall’anno
venturo.
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Mondiali 2006, gruppo C
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Argentina
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Olanda
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Costa d'Avorio
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Serbia-Montenegro
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Ma la dispersione della squadra attuale è praticamente esclusa. In futuro rappresenterà semplicemente i colori della Serbia. Una delle ragioni consiste nel fatto che molti giocatori di origini
montenegrine oggi si guadagnano da vivere giocando nel Partizan, nello Stella Rossa o in altre compagini serbe e sono perfettamente integrati nel circuito calcistico serbo. Comunque, sinora nessun
giocatore ha annunciato di voler lasciare il team della nazionale. Un’altra ragione: "Data la grande mescolanza etnica che ha caratterizzato l’ex Jugoslavia, ormai è difficile dire chi sia serbo e
chi montenegrino: si tratta di una pura questione di apprezzamento" spiega Jarco, un tifoso proveniente da Belgrado. Il fatto che il Montenegro voglia creare una propria nazionale non lo preoccupa:
"In pratica, presto giocheremo con due team e così le nostre chance di vincere un torneo raddoppieranno".
La felicità più grande
Il team attuale, però, è noto non tanto per le performance dei suoi giocatori, ma per lo spirito di squadra che lo caratterizza. E che la sconfitta inflitta dall’Olanda non ha intaccato. "Le nostre
chance sono intatte" sostiene Jarco. Chance di vincere il titolo di campioni del mondo? "No, vincere il campionato del mondo non è il nostro obiettivo prioritario”. “Per noi il massimo della felicità
sarebbe” ci dice Jarco “battere i Croati: ci accontenteremmo di questo!".
Su questo obiettivo, Serbi e Montenegrini sono assolutamente unanimi. Perché, e lo ripetiamo ancora una volta per chi se ne fosse dimenticato, il calcio non è soltanto sport: talvolta è anche
politica proseguita con altri mezzi, e questo non solo nell’ex Jugoslavia... .
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La Svizzera appoggia le riforme
La Svizzera è presente con una serie di progetti umanitari in Serbia e Montenegro sin dal 1991. Nel 1999 l'aiuto d'emergenza e alla ricostruzione è stato completato con programmi di cooperazione a
più lungo termine (aiuto alla transizione). Tra i settori di attività spiccano il rafforzamento delle riforme istituzionali, il promovimento del settore privato e il sostegno alle minoranze
(soprattutto ai Rom). Nel 2006 sono stati concessi finanziamenti dell’ordine di 18 milioni di franchi a favore di progetti di questo tipo.
Un ulteriore obiettivo della cooperazione è quello di migliorare l’integrazione della regione all’interno delle istituzioni internazionali. La Serbia e il Montenegro fanno parte del Gruppo di voto
della Svizzera presso la Banca mondiale, il Fondo monetario internazionale e la Banca Europea per la ricostruzione e lo sviluppo.
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Ulteriori informazioni:
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