Con la loro prima partecipazione a un girone finale dei Mondiali i calciatori del Togo entrano nella storia. Ma anche le calciatrici togolesi stanno balzando all’onore della cronaca –
dentro e fuori gli stadi.
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| „Più eleganti degli uomini“: le donne si affrontano a Ouagadougou per conquistare il titolo nella „Champions League“ dell’Africa occidentale . |
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Il 2005 è stato un anno importante per le giocatrici di calcio in Togo. Dal 27 agosto al 4 settembre 2005 la loro squadra d’élite FC Ligue ha partecipato per la prima volta al “Tournoi des 5
nations”, svoltosi a Ouagadougou, capitale del Burkina Faso. In quell’occasione le donne togolesi sono scese in campo alla conquista del titolo contro le “Princesses du Kadiogo” del Burkina Faso,
Juventus de Yopougon della Costa d’Avorio e l’AS Mandé del Mali. Tutte le squadre avevano vinto i rispettivi campionati nazionali, qualificandosi in tal modo per il torneo internazionale.
“Nell’Africa occidentale il calcio gode di una grandissima popolarità”, spiega la promotrice del torneo, Marguerite Rouamba Karama. “Le donne giocano in modo molto più elegante degli uomini e perciò
sono seguite da una grande comunità di fan.” La giustezza della sua affermazione è confermata dal fatto che alla quinta edizione del torneo erano già presenti molte personalità del mondo dello sport
e della politica della regione. Inoltre, cresce pure incessantemente la “Champions League” dell’Africa occidentale. Quest’anno, a Ouagadougou, si contenderanno l’ambito titolo già otto squadre
femminili di tutta l’Africa occidentale.
Un grande successo per uno dei paesi più poveri del mondo
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| „Forza ragazze!”: un manifesto pubblicitario per la IV edizione del Torneo delle 5 nazioni. |
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Almeno per il momento, al torneo non partecipa invece il numero uno del calcio femminile africano, la Nigeria. Secondo Marguerite Rouamba Karama, le sue giocatrici sono semplicemente troppo in
gamba. “Il nostro obiettivo è di raggiungere il più in fretta possibile lo stesso livello delle nigeriane e di partecipare ai tornei internazionali della FIFA”, aggiunge Karama. Il Togo, come altre
squadre, è sulla buona strada per raggiungere questo obiettivo.
Per il piccolo stato dell’Africa occidentale questo è davvero un grande successo. Il Togo è considerato uno dei paesi più poveri al mondo. Il reddito medio annuale sfiora a malapena i 400 dollari;
nello Human Development Index del Programma dell’ONU per lo sviluppo UNDP il paese occupa il 143° posto. La proporzione delle persone dai 15 ai 49 anni sieropositive è stimata al 6 percento circa.
Dalle turbolenti elezioni presidenziali di fine aprile 2005 e dai violenti scontri fra simpatizzanti dell’opposizione e forze di sicurezza la situazione politica permane tesa.
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Mondiali 2006, gruppo G
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Francia
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Corea del sud
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Svizzera
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Togo
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Il fatto che ciononostante circa una dozzina di squadre femminili di calcio togolesi riescano a incontrarsi per disputare i campionati nazionali rappresenta un segno di rinnovamento e speranza.
Questo tanto più che le giovani giocatrici, in generale ancora in formazione, provengono prevalentemente dagli strati inferiori della popolazione.
Con il calcio contro l’ AIDS
Con il torneo fra le squadre, Marguerite Kamara non persegue solo obiettivi sportivi, ma abbina alla manifestazione anche interessi legati alla politica di sviluppo. Preminenti in questo ambito sono
i temi dell’HIV/AIDS e della pace.
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| Marguerite Rouamba Karama (al centro) durante la cerimonia di conferimento del premio "Donne e sport" dell’IOC. |
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Il torneo deve così mostrare che due paesi in conflitto fra loro, come il Burkina Faso e la Costa d’Avorio, possono benissimo giocare insieme a calcio. “Durante i workshop, le giocatrici
approfondiscono il tema dell’AIDS e discutono anche temi tabù relativi alla sessualità”, spiega Kamara. Nel suo paese le giovani sportive godono solitamente di molta considerazione nell’ambito della
società, cosicché in seno alle loro comunità assumono spesso per i coetanei e i più giovani il ruolo di leader e di modello.
Sin dalla sua prima edizione, il torneo fruisce del sostegno del Fondo internazionale per l’infanzia UNICEF, il quale mette a disposizione i premi. Nel 2005 è intervenuta per la prima volta anche la
FIFA, approntando materiali d’equipaggiamento.
Per il suo instancabile e fruttuoso impegno in favore del calcio femminile, la signora Kamara è stata insignita nel 2005 dal Comitato olimpico internazionale (IOC) del premio “Donne e sport”.
Impegno svizzero in Africa occidentale
La DSC è presente in vari Stati dell’Africa occidentale. Fra i suoi obiettivi primari rientrano il miglioramento dell’operato delle autorità, in particolare tramite contributi alla
decentralizzazione, nonché la promozione di economie efficienti, diversificate e sostenibili, basate sui principi di mercato. |
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32 squadre lottano dal 9 giugno al 9 luglio in Germania per conseguire il titolo di campione mondiale, fra esse anche la Svizzera e vari paesi partner della cooperazione svizzera
allo sviluppo. Un’occasione per noi per informare saltuariamente su ciò che si può scoprire di interessante, recondito, curioso e sorprendente all’ombra dei riflettori dei media.
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Cifre e fatti: |
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Superficie in km2:
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56 785
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Popolazione:
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6 milioni
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Speranza di vita uomini:
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55 anni
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| Speranza di vita donne: |
69 anni |
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Alfabetismo uomini:
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75,5%
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Alfabetismo donne:
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46,9%
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Prodotto nazionale lordo:
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8,9 miliardi USD
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| PNL pro capite: |
310 USD |
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Fonte: Worldbank Development Indicators 2004
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| Donne nello sport: sulla via verso la parità |
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Almeno dal 1994 il tema "donne e sport" è una componente fissa dell’agenda internazionale di politica di sviluppo. In quell’anno, nella località balneare inglese
di Brighton, si era tenuta la „I Conferenza mondiale su donne e sport”, che culminò nella fondazione dell’ «International Working Group on Women and
Sport»
In un primo tempo, a questo premeva anzitutto promuovere una maggiore partecipazione delle donne alle attività sportive. In seguito, ha spostato l’attenzione prioritariamente sulla parità delle donne
in tutti gli ambiti dello sport. Oggi lo sport trova inoltre sempre più spesso impiego quale strumento per la realizzazione di più ampi obiettivi in materia di sviluppo e di parità, per esempio nel
campo della sanità, dell’educazione, della lotta alla violenza, dello sviluppo comunale o dei diritti umani. Questa tematica era in particolare al centro dell’attenzione della “IV Conferenza mondiale
su donne e sport”, tenutasi dall’11 al 14 maggio 2006 nella località giapponese di Kumamoto. |
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