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Riepilogo dossier: mondiali di calcio 2006

9 giugno 2006
Ecuador: «Sí, se puede!»
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“Sì, è possibile!”: è più di un grido di battaglia della Nazionale di calcio ecuadoriana che oggi gioca in Germania nella fase finale dei Mondiali contro la Polonia. Il motto è l’espressione di una nuova atmosfera di ripresa nel paese partner della DSC situato nelle Ande sudamericane.

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Un simbolo di fiducia in se stessi ed ottimismo: la nazionale di calcio dell'Ecuador


di Pamela Espinosa e Diego Mena*

Nel 2002 l’Ecuador riesce per la prima volta a qualificarsi per una fase finale dei Mondiali di calcio – una prestazione eccezionale per il piccolo e povero paese andino. Dopo le difficili crisi economiche e politiche degli anni 1999 e 2000, culminate in particolare nella separazione della valuta nazionale dal dollaro US, il successo dei calciatori si era presentato agli ecuadoriani come un simbolo di speranza.

“Sí, se puede – Sì, è possibile!”. Il grido di battaglia della nazionale non riecheggia da tempo più solo sui campi di calcio. È l’espressione della fiducia e dell’ottimismo che da poco pervadono tutta la nazione. “Ciò che ci hanno dimostrato i calciatori lo possiamo fare anche noi”, si stanno dicendo molti ecuadoriani.

 

 

 

Il cambiamento ha preso avvio nelle menti

Prima del 2002 le cose erano diverse. “La Tri” (“il Tre”), come viene correntemente chiamata la Nazionale con riferimento ai tre colori della bandiera nazionale, non godeva di grande considerazione nella popolazione. “Giochiamo male come non mai e perdiamo sempre. È una vera vergogna”, era il commento che veniva espresso nei vicoli di Quito, nelle taverne di Guayaquil o in altri luoghi del paese dopo la maggior parte delle partite della nazionale.Le sorti della nazionale hanno poi subito una svolta a seguito di una serie di cambiamenti subentrati a tutti i livelli: dai giocatori ai fan, passando per gli allenatori.

Lo spirito di squadra, allenamenti disciplinati, un comportamento rispettoso delle regole, il rispetto reciproco e il sostegno psicologico hanno consentito alla nazionale di calcio ecuadoriana e al suo team di assistenti di forgiare una squadra ben funzionante. È così ritornata la fiducia e, con lei, i successi sul campo. La nazionale ha dimostrato al paese che ognuno è artefice della propria fortuna.

Ognuno gioca i propri Mondiali

Il gruppo A ai Mondiali di calcio
Germania
Costa Rica
Polonia
Ecuador

I successi in campo hanno rafforzato la fiducia che molte ecuadoriane e molti ecuadoriani nutrono in sé. Oggi portano con orgoglio la maglia della nazionale. La nuova fiducia nel proprio paese trova espressione anche nella vita quotidiana, sul lavoro, nella ricerca di nuove opportunità di concludere affari e in un clima politico di ripresa. Ed è così che in un Ecuador scosso dalle crisi la squadra nazionale è diventata il simbolo dell’intera popolazione: tutti giocano i loro propri Mondiali e credono alla realizzazione dei loro sogni. Un graffito a nord di Quito esprime questo stato di cose in modo sintetico: “Divento realista e penso l’impossibile”.

La squadra di calcio – e con lei l’intero paese – sogna ora di realizzare un risultato ancor migliore di quello conseguito nell’ultimo girone dei Mondiali 2002 in Giappone/Corea del Sud. Lì la squadra aveva esordito nel torneo incassando due disfatte contro l’Italia e il Messico; ma poi, contro la Croazia, aveva potuto festeggiare la prima vittoria ai Mondiali nella storia del calcio ecuadoriano grazie a una rete segnata da Edison Mendez.

Questa volta potrebbe andare più lontana, perché tutti i giocatori sanno per certo che: “Sí, se puede!”.


*Pamela Espinosa è assistente di progetto, Diego Mena è segretario presso l’Ufficio di cooperazione della Svizzera a Quito, Ecuador


La cooperazione svizzera allo sviluppo si impegna in Ecuador dal 1969. L’obiettivo principale è la riduzione della povertà e delle disparità sociali.



Ulteriori informazioni:

Le attività della DSC in Ecuador
www.deza.admin.ch

Sito web dell’ufficio di cooperazione svizzero in Ecuador
www.cosude.org.ec

Federatión Ecuatoriana de futból
www.ecuafutbol.org/UI/index.aspx

 




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32 squadre lottano dal 9 giugno al 9 luglio in Germania per conseguire il titolo di campione mondiale, fra esse anche la Svizzera e vari paesi partner della cooperazione svizzera allo sviluppo. Un’occasione per noi per informare saltuariamente su ciò che si può scoprire di interessante, recondito, curioso e sorprendente all’ombra dei riflettori dei media.

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L’Ecuador in cifre


Superficie
272'045 km2
(circa 6,5 volte la Svizzera)
Popolazione (2002)
13,1 milioni
Speranza di vita uomini (2001)
68 anni
Speranza di vita donna (2001)
71 anni
Analfabetismo uomini (2002)
7,9 %
Analfabetismo donne (2002)
9,4 %
Disoccupazione (2001)
14% (60 % sottooccupazione)
Prodotto interno lordo
(PIL) (2004)
29,3 Mrd. US$
PIL pro capite (2004)
2240 US$

Fonte: World Development Indicators (World Bank), rapporti 2001 e 2003 e fonti locali.