Accesso all’informazione – una base essenziale per l’esistenza
Il libero accesso all’informazione è elencato nella Dichiarazione Universale dei Diritti Umani all’art. 19 riguardante il diritto alla libertà di espressione e di opinione. L’articolo fa esplicito
riferimento alla libertà di “cercare, ricevere e diffondere informazioni ed idee mediante qualunque mezzo e senza riguardo alle frontiere.”
Un accesso libero, esente da restrizioni, a costi contenuti ed aperto a tutti, per ciò che riguarda l’informazione rilevante, è il requisito fondamentale per una partecipazione attiva della società
civile ai processi politici di decisione (principio della "Partecipazione") e di conseguenza per una democrazia
funzionante.
Due le istanze in
primo piano:
1. La riforma del paradigma riguardo all’accesso all’informazione presso gli enti pubblici: fondamentalmente tutti i dati ufficiali (atti) devono essere liberamente
accessibili per tutti i cittadini (principio della “Accountability”), eccetto quelli soggetti a
determinate restrizioni legali (sicurezza dello Stato, protezione dell’ambito individuale, ecc.). In troppi paesi la motivazione è tuttora un onere che grava sulla persona che ricerca
l’informazione.
2. Deve essere garantito il libero flusso d’informazione tra Stato, cittadini, società civile, media ecc.. Tutte le classi della società devono potersi informare
liberamente ed in modo esauriente sui processi politici, economici e sociali che le riguardano (>principio della "Trasparenza ").
Per far sì che ciò avvenga, è necessario tra l’altro che esistano:
- Un contesto di base legale: “freedom of information acts”, legislazione dei media (organi di controllo, concessione di licenze, "public broadcasting", ecc.), protezione dati, proprietà intellettuale, specifica legislazione penale in merito, archivi, accesso Internet, comunicazione mobile, ecc.
- Formazione: rappresentanti dello stato, operatori media, esperti legali, ecc.
- Un paesaggio mediatico indipendente e molteplice
- Una società civile attiva e partecipe
- Condizioni economiche favorevoli: competizione minima (stampa, distribuzione dei prodotti mediatici), potere d’acquisto, mercato delle inserzioni, ecc.
- Disponibilità delle tecnologie per la produzione, l’elaborazione e la distribuzione dell’informazione o il libero accesso ad essa
La DSC sostiene progetti in questo settore a livello internazionale, con uno stanziamento attuale di circa 30 milioni di CHF. Componente fondamentale di questa attività è il rafforzamento degli
strati sociali svantaggiati (Empowerment) come parte della promozione dei
principi di Governance (Partecipazione, Trasparenza, Responsabilizzazione).
In primo piano troviamo le attività a favore di un paesaggio mediatico indipendente e molteplice. La libertà d’opinione ed il libero accesso all’informazione dovrebbero essere garantiti ad ognuno ed
ovunque nel mondo come contributo per uno sviluppo umano sostenibile.
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Ogni individuo ha diritto alla libertà di opinione e di espressione incluso il diritto di non essere molestato per la propria opinione e quello di cercare, ricevere e diffondere informazioni e
idee attraverso ogni mezzo e senza riguardo a frontiere. |
Ulteriori informazioni e documenti
- Universal quality management standards for media companies: ISAS BC 9001 and ISAS P 9001
Prelievo (PDF, 23 KB) : [de] [en] [fr] - Media and Governance
A Guide
Prelievo (PDF, 818 KB) : [de] [en] [fr] [es]
Ordina - Information and Governance
A Guide
Prelievo (PDF, 644 KB) : [de] [en] [fr] [es]
Ordina - Media - A Key Player For Realizing Social Accountability
Orientation Guide
Prelievo (PDF, 736 KB) : [en] [fr] [es] -
DICHIARAZIONE UNIVERSALE DEI DIRITTI UMANI
Il 10 dicembre 1948, l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite approvò e proclamò la Dichiarazione Universale dei Diritti Umanihttp://www.unhchr.ch/udhr/lang/itn.htm - Radio Okapi
